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ISBN 978-88-625-1000-4
Pagine 352
Euro 18,00
Laurel ha vissuto a lungo a Long Island, un mondo fatto di lussuose abitazioni con giardini perfettamente curati, concessionarie di auto di lusso e cliniche specializzate in cure dimagranti.
Da bambina ha imparato a nuotare, andare in barca a vela e giocare a tennis nel circolo sportivo di Long Island Sound, la villa in pietra che era stata un tempo la casa di Jay Gatsby e alle cui pareti sono ancora appese polverose fotografie in bianco e nero delle sue feste degli anni Venti, che ritraggono persone impeccabilmente vestite e irrimediabilmente ubriache.
Laurel ha sempre saputo che la villa più a nord nella parte opposta dell’insenatura, il solenne edificio in stile coloniale georgiano che si erge nel punto in cui la corrente fa capovolgere le canoe, era appartenuto a Tom Buchanan e a Daisy, l’incantevole ragazza di Louisville per cui Gatsby spasimava.
Ora Laurel lavora come assistente sociale nel ricovero per i senzatetto di Burlington, e Long Island e le sue dimore di lusso sono soltanto un pallido e remoto ricordo.
Mai avrebbe immaginato, perciò, di dover riandare con la mente ai luoghi della sua infanzia mentre è al lavoro in quell’austera casa di accoglienza del Vermont.
Il vecchio Bobbie Crocker, un homeless bonario e infermo di mente con cui ha stabilito un rapporto speciale, è morto mentre saliva le scale che conducevano all’appartamento dove dormiva. Nell’armadio della sua stanza è stata scoperta una scatola piena di vecchie foto. Erano accatastate alla rinfusa, come bollette del telefono già pagate.
I volti, però, erano facilmente riconoscibili: Chuck Berry, Robert Frost, Eartha Kitt e poi il circolo sportivo dell’infanzia di Laurel, la casa di Gatsby, e il contrabbandiere di alcolici in persona, ritratto vicino alla sua spider di un giallo abbagliante.
Una foto, però, ha particolarmente colpito Laurel: l’immagine di Pamela Buchanan Marshfield da bambina, in piedi accanto a un ragazzino di un paio d’anni più grande, a fianco di un coupé marrone.
Quello che, tuttavia, Laurel ignora è che presto, in virtù di quella scatola di vecchie e sgualcite fotografie, si ritroverà a vivere da sola, costretta a tagliare i ponti con il fidanzato e gli amici, inseguita, sconvolta, spaventata…
Romanzo dotato di «una suspense e una tensione narrativa ipnotiche», Doppio legame ci riporta nei ruggenti anni Venti, l’epoca d’oro del jazz e dei cocktail, il bel mondo di Gatsby e di Daisy Buchanan, e ci riserva uno dei piú sorprendenti e memorabili finali mai scritti.
«Il giallo psicologico più coinvolgente e meglio scritto che io abbia mai letto. Ricorda il terrore puro de Il silenzio degli innocenti».
«Sono pochi gli scrittori che riescono a manipolare una trama con la grazia e la forza di Bohjalian».
«Ecco un libro che ci mostra davvero cos’è la bellezza della creazione letteraria con un finale che lascia senza fiato».
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